Congedo per malattia: un tempo di cura, un’occasione di guarigione

Tabella comparativa tra medicina del lavoro, programmi di benessere aziendale e medicina attenta, che mostra obiettivi, risposte, risultati, limiti e punti di forza.
Confronto tra tre approcci alla salute sul lavoro: medicina del lavoro, programmi di benessere aziendale e medicina attenta.


La mia esperienza

In oltre 25 anni di pratica (medicina clinica, salute umanitaria, ricerca clinica, industria farmaceutica), ho constatato una cosa semplice:
il congedo per malattia può essere uno degli strumenti più benefici per la salute.

Non è soltanto un tempo di riposo.
Il congedo porta con sé una bontà profonda:

  • la bontà di prendersi cura della relazione con sé stessi,

  • e quindi, alla fine, di prendersi cura anche della malattia.

Molti pazienti che ho seguito e sostenuto nel loro percorso di guarigione usano questo tempo per far emergere relazioni vitali trascurate, ritrovare una giustezza nei rapporti e una nuova vitalità.

Questo può accadere spontaneamente, ma spesso è favorito da una pratica particolare: la medicina attenta, che integro all’interno della mia pratica di medicina convenzionale.


La medicina attenta

La medicina attenta mette al centro una domanda raramente esplorata seriamente dalla medicina convenzionale:
Perché questo corpo, in questo momento preciso, è cambiato in questo modo?

La medicina convenzionale descrive, diagnostica e tratta i sintomi. Ma interroga raramente la causa del cambiamento corporeo.
Ai pazienti si parla spesso di:

  • “predisposizione genetica” (anche senza geni identificati),

  • “ambiente” (senza precisare quale relazione meriti di essere rivista),

  • o “sfortuna” – un fatalismo inaccettabile.

Queste risposte sono generiche, ma poco illuminanti per l’individuo.

Prendiamo le malattie infettive: non compaiono in modo costante. Se la sola causa fosse l’esposizione a un microrganismo, medici e infermieri sarebbero malati continuamente.
Che cosa ha dunque indebolito, in quel momento, il sistema immunitario, in quei precisi luoghi del corpo?

La medicina attenta esplora questo senso: considera la malattia come un tentativo del corpo di ristabilire un equilibrio alterato da relazioni vitali compromesse.


Le relazioni vitali

Siamo fatti di relazioni. Non sono un lusso, ma la condizione stessa della vita.

Tra esse:

  • l’aria che respiriamo,

  • l’acqua che beviamo,

  • l’alimentazione,

  • il riparo che ci protegge,

  • i nostri scambi con la terra, l’aria e i microrganismi,

  • il nostro ambiente sensibile, ciò che chiamiamo bellezza,

  • la verità interiore che ci abita.

Quando queste relazioni sono giuste, la vitalità circola.
Quando sono distorte, appare la malattia.

Un sintomo non è un nemico da sopprimere, ma il linguaggio del corpo — un messaggio che rivela che una relazione vitale si è alterata.

Una relazione scorretta sul lavoro, ad esempio, non è sempre causata dall’azienda: riflette spesso una dinamica già accettata altrove (famiglia, coppia, società). Il lavoro diventa allora il luogo in cui questo si rivela, senza esserne la causa unica.


Salute e malattia

  • Salute: il silenzio degli organi, uno stato di vitalità.

  • Malattia: una perdita di vitalità, fisica o psichica.

Si può perdere una funzione senza perdere la vitalità — come nell’invecchiamento, che non è una malattia.


Come si svolge una consulta

Una consulta di medicina attenta dura 90 minuti.
Tre gesti semplici:

  • Osservare ciò che accade.

  • Ascoltare ciò che viene espresso, e come viene espresso.

  • Domandare con attenzione ciò che emerge.

Questo tempo apre uno spazio di apprendimento.
In generale, possono accadere tre cose:

  1. il sintomo scompare,

  2. oppure viene vissuto in modo totalmente diverso,

  3. oppure la persona cambia vita.

In ogni caso, la relazione dell’individuo con la sua malattia si pacifica.


La bontà del congedo per malattia

Il congedo non è una parentesi vuota: è un’occasione di guarigione.

Invita a onorare questo tempo chiedendosi:

  • quale relazione vitale è stata trascurata?

  • quale causa ha diminuito la mia vitalità?

Onorare il congedo significa anche ritornare alla natura.
Essere nella natura è un modo per ricordarci che ne facciamo parte, e che il suo equilibrio è anche il nostro.

Ecco perché consiglio sempre ai miei pazienti, oltre alla medicina attenta che pratichiamo:

  • se sono mobili: camminare nella natura, ritrovare i suoi ritmi, la sua luce;

  • se non lo sono: aprire le finestre, contemplare la natura, mantenere il contatto con ciò che vive all’esterno.

Non c’è nulla di male nel fatto che il mondo del lavoro richieda performance.
Ma la performance esige energia supplementare — energia che può circolare solo se la salute è presente.

La bontà del congedo consiste nel ridare al corpo prima di tutto questa salute e questa vitalità, affinché la performance torni possibile senza esaurirsi.


Per le aziende

Proporre la medicina attenta durante i congedi significa trasformare un vincolo in risorsa:

  • offrire ai dipendenti uno spazio che dimostri che sono visti come persone, non solo come lavoratori,

  • fare del congedo un’occasione di guarigione e di vitalità ritrovata, piuttosto che una semplice parentesi.

Un dipendente che ritorna da questa esperienza torna non solo riposato, ma anche meno vulnerabile alle ricadute.
È un modo per l’azienda di manifestare una giustizia relazionale, necessaria alla salute, condizione preliminare a ogni performance.


Tabella comparativa

Medicina del lavoro convenzionaleProgrammi di benessere aziendaleMedicina attenta
Mira alla sicurezza e alla conformità legale (idoneità, prevenzione rischi, screening).Mira al al benessere e alla motivazione (yoga, mindfulness, alimentazione, ergonomia).Mira alla comprensione: esplorare ciò che il corpo esprime attraverso la malattia, sul lavoro o altrove.
Presuppone che il problema venga dal posto di lavoro o dall’ambiente lavorativo.Presuppone che il problema possa essere risolto con uno stile di vita migliore o la gestione dello stress.Non anticipa dove sia il problema. Una relazione scorretta sul lavoro riflette spesso dinamiche già accettate altrove (famiglia, coppia, società).
Risponde con misure pratiche: adattamento del posto, congedo, follow-up medico amministrativo.Risponde con strumenti generici: app di benessere, workshop collettivi.Risponde con uno spazio di ascolto e riflessione dove il dipendente esplora la perdita di vitalità e il suo significato.
Risultato: conformità e protezione dell’azienda.Risultato: benessere temporaneo, spesso senza effetto duraturo.Risultato: recupero della vitalità. Il congedo diventa un’occasione di guarigione → ritorno più duraturo, meno ricadute.
Limite: spesso percepito come controllo (“Sono idoneo a lavorare?”), o come orientato alla produttività più che alla persona.Limite: percepito come utile ma insufficiente rispetto alle cause reali della malattia.Punto di forza: mostra che l’azienda ricerca una giustizia relazionale e che considera i dipendenti come persone, non solo come lavoratori.


🌕 Per saperne di più o prenotare una consulta: www.attentivemedicine.org


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