🌱 A voi, i V.I.V.I.

Un volto senza identità fissa - solo uno sguardo vivo, per ricordare che i V.I.V.I. sono prima di tutto esseri in cerca di vitalità, al di là delle apparenze.
A voi che avete
spuntato tutte le caselle e vi sentite comunque spenti.
A voi il cui corpo soffre e che pochi sembrano comprendere.
A voi che vi sentite fragili, ansiosi, stanchi.
A voi che siete esausti dopo aver lottato troppo a lungo contro il vostro
stesso corpo.
A voi che percepite il mondo con la giustezza dei sensi,
ma dubitate di questa giustezza di fronte all’isolamento e all’incomprensione.
A voi che vivete in un mondo che spesso confonde il vivere con
l’obbedire al pensiero sotto il nome di performance.
Queste parole
sono per voi.
Per chi intuisce che il proprio corpo sa qualcosa che la mente non ha ancora
compreso.
📌 V.I.V.I. – chi sono?
Chiamo V.I.V.I. le
persone che, in un mondo costruito contro la natura, sentono confusamente di
averne perso il legame.
V.I.V.I. è un
acronimo:
- V – Vuoti: avete spuntato tutte le caselle, realizzato
tutto, eppure vi sentite spenti.
- I – Incompresi: il vostro corpo soffre e avete la
sensazione che nessuno capisca davvero cosa stia vivendo.
- V – Vulnerabili: vi sentite fragili, insicuri, in
ansia… e stanchi.
- I – In cerca di senso: percepite il mondo con la giustezza
dei sensi, ma dubitate di questa giustezza di fronte all’incomprensione e
all’isolamento — in un mondo che spesso confonde il vivere con l’obbedire
al pensiero sotto il nome di performance.
Queste persone
sono quelle che, spesso, incrociano naturalmente il cammino della medicina
attenta.
🛠 Lavoro, sviluppo e diffidenza verso la natura
Viviamo in un
mondo che chiamiamo “sviluppato”.
Un mondo che non esisterebbe senza riscaldamento, condizionatori, macchine,
supermercati, medicinali.
Un mondo che è diventato vivibile in climi dove, senza tutte queste
tecnologie, il corpo umano non potrebbe sopravvivere.
Eppure, sulla
Terra esistono luoghi dove la vita umana potrebbe continuare quasi senza
lavoro:
regioni dal clima mite, stabile e fertile, dove la natura offre
spontaneamente l’essenziale per vivere –
il sud Italia, la Sicilia, la Grecia, le Azzorre, le Canarie, Madeira, alcuni
altopiani dell’America Centrale o dell’Africa orientale.
Lì, la terra e il clima sono così generosi che la vita potrebbe
organizzarsi in cooperazione con la natura, invece che contro di essa.
Le società
cosiddette “sviluppate”, invece, si sono costruite in luoghi dove la
natura da sola non basta a sostenerci.
E per sopravvivere in questi ambienti, hanno dovuto correggere
continuamente la natura,
fino a costruire interi sistemi economici, tecnici e medici fondati
sulla diffidenza nei suoi confronti.
Il lavoro umano è
così diventato l’arte di costringere la natura a servire i bisogni umani,
invece di vivere con ciò che essa offre.
🌀 Il paradosso: proporre l’intelligenza della
natura in un mondo che diffida di lei
La medicina
moderna incarna questa stessa logica applicata al corpo.
Considera la malattia come un errore da correggere.
- La medicina convenzionale cerca di
sopprimere i sintomi.
- La medicina funzionale cerca di
correggere le funzioni difettose.
- La medicina integrativa combina
diverse correzioni.
- Persino la naturopatia propone di
“rimettere il corpo sulla strada giusta”, come se si fosse smarrito.
Tutte
condividono lo stesso presupposto di fondo:
la natura ha
commesso un errore
e l’essere umano – che non si considera più come natura – deve correggerlo.
In un mondo
simile, dire che l’intelligenza si trova nella natura — di cui l’essere
umano fa parte – e non nel pensiero con cui Homo sapiens si è identificato,
rende paradossale perfino il fatto stesso di esercitare la professione di
medico.
Quale sarebbe
dunque il suo ruolo?
🌿 Cosa propone la medicina attenta
La medicina
attenta parte dal presupposto opposto:
L’unica
intelligenza è quella della creazione – e quindi della natura, di cui l’essere
umano fa parte.
Anche i sintomi
sono espressioni di questa intelligenza della natura.
La perdita di vitalità propria della malattia segnala una relazione vitale
alterata o interrotta.
La malattia non è
un fallimento.
È un tentativo di equilibrio.
Ci chiede:
“Quale relazione
vivente hai smesso di onorare?”
E il primo segno
di questa rottura non è né il dolore né i valori biologici:
è la perdita della vitalità.
Il ritiro dell’impulso vitale.
✧ In parallelo con la medicina
convenzionale
Pratico la
medicina attenta in parallelo con la medicina convenzionale.
La medicina convenzionale ha un ruolo essenziale:
agisce nelle urgenze, salva vite, allevia dolori insopportabili e permette di
controllare alcune malattie gravi grazie ai farmaci.
Ma quando un
cambiamento corporeo non mette in pericolo la vita,
quando si installa lentamente,
o quando i farmaci lo hanno stabilizzato o controllato,
mi sembra assurdo non cercare di comprendere ciò che la natura sta esprimendo.
Perché anche
quando sembra disturbarci, la natura non sbaglia –
sta sempre cercando di ristabilire un equilibrio.
✧ Ritrovare la vitalità, non correggere il
corpo
La salute non è
un ritorno a uno stato “normale”,
né l’assenza di sintomi,
né la performance.
Per me, la salute
è questo:
ritrovare la
giustezza vivente delle nostre relazioni – con noi stessi, con gli altri, con
il mondo –
riconoscendo che la perdita di vitalità nella malattia segnala una
relazione vitale alterata.
Quando questa
giustezza ritorna, ritorna la vitalità.
E quando ritorna la vitalità, la natura ritrova da sé un nuovo equilibrio.
🌱 Una medicina di riconciliazione
La medicina
attenta non è una medicina della lotta.
È una medicina di riconciliazione con la natura.
Non corregge.
Non prescrive.
Ascolta.
Perché non si
corregge la natura.
Si smette di opporvisi – e allora essa ci riporta alla sua giustezza.
Se vi
riconoscete in queste parole,
se sentite che
il vostro corpo ha bisogno di essere ascoltato in un modo diverso,
potete
prenotare una consultazione online:
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